Montepulciano San Biagio

Ai piedi di Montepulciano sorge il tempio di San Biagio, uno dei monumenti più significativi del Rinascimento italiano, edificato sui resti dell’antica pieve su progetto da Antonio da Sangallo il Vecchio a partire dal 1518.

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29.09.07
Scene dall’antica Etruria
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dal 29.09.07 al 30.09.07 ore 11:00  -  Montepulciano (SI)
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Nel Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio –...

Montepulciano
a cura di Felicia Rotundo

Origini di Montepulciano

Benché Montepulciano posto su un rilievo (m.603) e su uno dei più importanti percorsi di collegamento tra la Valdichiana e la Valdorcia, abbia avuto origine, secondo la tradizione, con l’etrusco re Porsenna nell’anno 509 a.C., il primitivo nucleo del castello “Politiano”o “Puliciani” con la sua pieve di Santa Maria, si sviluppò tra l’VIII ed il IX secolo.

Tra il XII ed il XIII secolo Montepulciano fu spesso coinvolto nelle guerre tra Senesi e Fiorentini per il possesso dei castelli e per il dominio sui territori di confine, fino al 1261 quando si sottomise definitivamente alla Repubblica di Siena. Patti di sottomissione dei Poliziani ai Senesi furono rinnovati nel 1294 ma dagli inizi del XIV secolo si affermò il Comune che si dette un ampio statuto nel 1337 pur rimanendo sottoposto all’autorità di Siena di cui seguì e ne subì le alterne vicende politiche fino al 1404 quando divenne un Comune del distretto di Firenze.

Montepulciano Perla del Cinquecento

Da questo momento iniziò anche la fortuna politica ed economica e lo sviluppo urbanistico ed architettonico della città di Montepulciano che non a torto è chiamata la “Perla del Cinquecento” . Tale sviluppo si deve una congiuntura favorevole determinata dalla ascesa al potere della classe dei nobili poliziani politici e letterati, tra i quali Angelo Ambrogini detto il Poliziano, amico e cortigiano di Lorenzo il Magnifico (1454-1494), il cardinale Roberto Bellarmino (1542-1621), il papa Marcello II Cervini (1501-1555), il cardinale Ricci, il cardinale Antonio Del Monte ed altri.

Questi personaggi che ebbero forti rapporti con la corte pontificia e particolarmente con la famiglia de’ Medici, influenzarono anche la cultura dell’epoca divenendo i protagonisti del rinnovamento architettonico della loro città natale dove chiamarono ad operare i maggiori e più noti architetti dell’epoca come Antonio da Sangallo il Vecchio, Jacopo Barozzi detto il Vignola, Baldassarre Peruzzi, Ippolito Scalza.

Nel Cinquecento, alla cittĂ  medievale che si era venuta a configurare dentro la cinta muraria tra la fine del XII ed il XIV secolo si sovrappose una struttura architettonica fortemente caratterizzata

I palazzi e le chiese

Un’imponente mole di lavori interessò la Piazza Grande, nucleo monumentale celebrativo, dove sorsero accanto al Palazzo Comunale e a quello del Capitano del Popolo, i grandi palazzi patrizi, Nobili-Tarugi, Contucci già Del Monte, ed ampliato il Duomo.

Anche nelle vie cittadine si ebbe una intensa attività edilizia. Ricordiamo la casa del Poliziano, risalente al XIV secolo ma rimaneggiata nel XVI secolo, il palazzo Bellarmino in via san Donato, i palazzi Ricci e Benincasa in via Ricci, i palazzi Avignonesi, Batignani, Tarugi, Cocconi e Bucelli in Via di Gracciano nel Corso, i palazzi Cervini e Gagnoni (Grugni) in via di Voltaia nel Corso oltre a molti edifici pubblici come le Logge del Grano e le chiese di Sant’Agostino opera di Michelozzo, di Santa Lucia progettata da Flaminio del Turco, di Santa Maria delle Grazie di Ippolito Scalza ed infine la Chiesa del Gesù progettata da Andrea Pozzo.

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